HOME
  AUTORE
  QUADRI
ARTICOLI
  FILMATI
  CONTATTI
 
 

 

 

I soggetti ritratti da Zdravko Popović sono moderne icone slave non adatte al tempio per il culto dell’anima, ma “imagines somnii” e offerte votive di un “bog” terreno che sa plasmare con abilità l’esile materia della sua laica creazione avvolta in un “abîm invisible” di luci effuse e di polveri oniriche, sospese tra finzione e realtà.
I lavori di Zdravko trasmettono un senso di piacevole mistero, di rasserenato silenzio nella cortina attonita della natura cogitabonda, dove esili figure en passant sono avvolte in un’aura intangibile di sapore lunare e metafisico. L’uso della spatola e deII’aerografo danno ai quadri di Popović una incantata allure: la superficie dipinta avvolge di luce extratemporale le ballerine nell’assolo notturno, la rosa rossa recisa, ma ancora palpitante di  passione  amorosa,  i  delfini  agili adagiati su scuri  fondali, quasi una quinta teatrale a cui solo la presenza della luce artificiale sembra dare un po’ di vita e di respiro, nell’impulso estremo delle foschie del tempo digradanti in toni azzurro-grigi, a volte rosati, pronti a debordare sulle cornici a tutto campo.

 
 
     
 
 

Significativo il quadro intitolato “Libertà”, di grandi dimensioni, un dipinto suggestivo che mette in scena una ballerina che, grazie ad una coreografia di grande eleganza, sembra voler avvolgere l’intero spazio con il suo corpo evanescente di silfide solitaria, ultimo emblema di una libertà attesa, invocata, mai piegata o avvilita dalle vicissitudini sociali e dalle disgregazioni territoriali e politiche. Anche i bei delfini guizzanti nell’azzurro mare Adriatico, di fronte a un sole opacizzato dal velo oscuro delle bufere della vita di confine e di frontiera, sembrano evocare nell’artista slavo il suo perentorio bisogno di esprimersi in completa autonomia su due terre vicine, divise da un solo mare, ricco di fari e di isolette, di vascelli e di sirene. Il richiamo della terra natia si fa forte ed insolente nello svettare solingo, dall’alto di un muro di cinta, di un albero di fico di Udbina, il paese natale, al quale Zdravko torna col pensiero e col colore della nostalgia, avvolgendo in minuscolo paesaggio della sua infanzia in un alone silente e metafisico, senza tempo e dunque eterno, come lo sono i chiari albori intrisi di fumi lattescenti, “speculum animae” di questo pittore slavo che dà risalto e luce a figure e cose, senza smettere di stupirci con le immagini rarefatte leggere di corpi di danseuses nell’atto di offrirsi con grazia e levità alla danza del tempo che è anche dolorosa metafora dei nostri vincoli e costrizioni di uomini ulissidi alla perenne ricerca di una briciola di felicità, tra il blu di mari blu e l’azzurro di cieli azzurri.

Canzio Bogarelli

 

 

 
 


ZDRAVKO POPOVIĆ - via Dugazze, 11 - 25010 Rivoltella del Garda (Bs) - Cell: 346 2121139
Copyright © All rights reserved.

Web Master: Maurizio Ferraro - EasyOnWeb